
Demopsicologia e folclore: tradizioni popolari della nostra amata terra e memoria di sé
A tutti è noto il contributo che il Folk-Lore, inteso come corpus di tradizioni popolari tipiche di una determinata area geografica, ha fornito alla ricostruzione della storia dei popoli e all’etnografia; ciò perché nelle tradizioni popolari di ogni paese sono inscritte le memorie del passato, dei nostri avi e della patria.
Meno noto è, invece, il contributo che le tradizioni forniscono alla psicologia e in particolare alla costruzione dell’identità, in cui un ruolo centrale è svolto dalle esperienze infantili che lasciano tracce nella nostra memoria. Tra queste esperienze non possiamo tralasciare tutte le tradizioni popolari o familiari che hanno accompagnato la nostra infanzia; tornando indietro con il pensiero ai nostri primi anni di vita, ci riscopriremo immersi in un ambiente intriso di tradizioni: la ninna-nanna che la mamma ci cantava per farci addormentare, la pasta con i “cincu puttusa” ad ogni carnevale, proverbi e detti tipici che hanno contribuito allo sviluppo del nostro senso morale, giochi attraverso i quali abbiamo appreso le regole del vivere sociale, e molto altro ancora. Queste esperienze del passato, conservate nella nostra memoria autobiografica, hanno contribuito a renderci ciò che siamo oggi: siamo uomini o donne, grandi o piccoli, professionisti o “sfacinnati”…semu SICILIANI.
Durante il seminario avremo modo di illuminare il nostro presente attraverso le nostre tradizioni e le esperienze dell’infanzia…cercheremo di comprendere come il folklore non vada inteso come qualcosa di antico, trascorso o diacronico, ma come parte della nostra storia individuale da tutelare e incoraggiare.
Condotto da Carmen Pulvirenti